Quest’estate sono partita per Londra dal al per circa una settimana.
Sono andata a frequentare una scuola di inglese chiamata SKOLA per migliorare il mio inglese.
Le lezioni erano divertenti, con tanti giochi.
Il programma della settimana prevedeva lezione la mattina ed attività il pomeriggio, comprese due gite.
Ho fatto questa avventura con la mia amica Giorgia.
Dopo scuola le nostre mamme ci portavano in giro a scoprire vari luoghi della città.
Una volta siamo andati sul London Eye. Per me era un sogno che si avverava perché avevo letto da poco il libro Il mistero del London Eye ed è stato bellissimo vedere ciò che hanno visto i bambini del libro. Da lassù si vedeva tutto: il Big Ben era minuscolo e molti palazzi strani. Ero emozionatissima e ne è valsa la pena.
Io e Giorgia qualche volta eravamo in disaccordo, ma siamo comunque amiche e le voglio bene. Penso anche lei me ne voglia, anche se non lo dimostra.
A scuola abbiamo conosciuto tanti bambini: due italiane, Emma ed Adele (detta Agnese da mia mamma), due bambine molto simpatiche. Emma aveva 11 anni, bionda, alta e veniva da Firenze. Anche non sapendolo, si sentiva dal suo accento toscano. Adele aveva delle lentiggini e dei capelli tendenti al rosso.
Oltre a loro c’erano Berta, spagnola (o almeno così ricordo), Maria, brasiliana, molto simpatica, ma non era facile comunicare in inglese con lei. Niccolò, italiano, della mia stessa età, biondo, mi ricordava un mio compagno di classe di Roma, ma lui parlava molto di più.
Purtroppo io e Giorgia non eravamo nella stessa classe, ma così ho potuto conoscere nuove persone.
Questa settimana è stato uno spasso. Oltre al London Eye, sono stata al British Museum. Qui ho trovato molte cose che mi interessavano, tra cui la Stele di Rosetta (in inglese Rosetta Stone), lo Stendardo di Ur (guerra e pace) e monete molto antiche.
Un giorno siamo stati in gita con la scuola a Covent Garden, un quartiere di Londra dove si esibivano maghi dai trucchi sorprendenti.
L’unica cosa che non ho apprezzato molto è stato il cibo: alla fine mi sono ridotta a mangiare solo patatine fritte. Neanche la pizza era buona.
È stata una bella esperienza che mi piacerebbe ripetere e spero di rimanere in contatto con i miei nuovi amici.